C’è un suono che definisce l’estate italiana. Non è il frinire delle cicale, né l’infrangersi delle onde. È un suono più umile, più intimo. È il croc. Quel rumore sordo e soddisfacente di un dente che affonda in un pezzo di pane rustico tostato alla perfezione, seguito immediatamente dalla freschezza esplosiva di pomodori maturi, aglio e basilico. Questa è la Bruschetta al pomodoro.
È più di un antipasto. È un simbolo.
Per molti, è la prima cosa che si ordina in una trattoria romana, un bicchiere di vino bianco fresco nell’altra mano. Per me, è un ricordo. È il profumo del giardino di mio nonno. Ma prima di perderci nei ricordi, siamo onesti: quante volte ti è capitato di mangiare una bruschetta deludente? Pane molle, pomodori acquosi, aglio prepotente.
La vera bruschetta al pomodoro classica è un equilibrio. È un’arte nata dalla “cucina povera”, dove ogni singolo ingrediente, per quanto semplice, deve essere perfetto. E la parte migliore? È incredibilmente facile da fare… se sai come farla.
In questo articolo, non ci limiteremo a darti una ricetta. Faremo un viaggio. Scomporremo ogni elemento, dal tipo di pane alla tecnica di tostatura, per assicurarci che ogni bruschetta che farai da oggi in poi sia croccante, saporita e indimenticabile.
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Prima di accendere la griglia, ecco cosa devi sapere. La perfezione della bruschetta si basa su questi pilastri:
- Il Pane è il Re: Usa sempre pane rustico, tipo casereccio o una pagnotta, e deve essere leggermente raffermo. Il pane fresco diventerà molle.
- La Tostatura è Fondamentale: La bruschetta va “bruscata”, ovvero tostata, idealmente sulla brace o una griglia rovente. Deve avere le striature scure e un esterno durissimo.
- L’Aglio si Strofina, Non si Trita: Il segreto del sapore è strofinare uno spicchio d’aglio crudo sul pane caldo. Il calore rilascia gli oli essenziali senza la prepotenza dell’aglio tritato.
- La Qualità del Pomodoro non è Negoziabile: Cerca pomodori estivi, maturi, sodi e dolci. I pomodori da insalata acquosi di gennaio non funzioneranno.
- Servire Immediatamente: La bruschetta al pomodoro non aspetta. Va condita e servita all’istante per preservare la croccantezza.
Ricordi ancora la prima volta che hai assaggiato la vera bruschetta?
Io sì. E non è stato in un ristorante di lusso.
Avevo forse sette o otto anni. Ero nel piccolo orto dietro la casa di mio nonno, in campagna. Era fine luglio, l’aria era ferma e calda. Nonno aveva acceso un piccolo fuoco con dei tralci di vite secchi. Non stava facendo un barbecue, stava solo “pulendo”, diceva lui. Ma accanto a quel piccolo fuoco, aveva una griglia improvvisata.
Prese una pagnotta del giorno prima, dura come una pietra. La tagliò con un coltello seghettato, creando fette spesse quasi due dita. Le gettò sulla griglia rovente. L’odore di fumo e pane tostato mi fece venire fame all’istante.
Quando furono pronte, annerite ai bordi, le prese con le mani callose, scottandosi appena. Poi, il gesto magico. Prese uno spicchio d’aglio, lo tagliò a metà e iniziò a strofinarlo vigorosamente sulla superficie ruvida del pane. Il vapore saliva dalla fetta e portava con sé un profumo che mi è rimasto impresso nella memoria. Un filo d’olio d’oliva (quello “buono”, diceva) e un pizzico di sale.
Non c’erano pomodori. Quella era la bruschetta base, l’originale. Me la diede così. Morsi. Il rumore fu assordante. Croccante fuori, ma all’interno il pane si era ammorbidito appena con l’olio. Sapeva di fumo, di grano e di aglio dolce. Fu una rivelazione. Solo anni dopo avrei capito che la versione con il pomodoro era l’evoluzione, la celebrazione dell’estate, ma la base, l’anima della bruschetta, era tutta lì, in quel gesto semplice e antico.
Ma da dove viene esattamente la parola “bruschetta”?
Capire il nome è capire la ricetta. “Bruschetta” non ha nulla a che fare con i pomodori, il basilico o qualsiasi altro condimento. È tutta una questione di pane.
Il termine deriva dal verbo romanesco “bruscare”, che significa “abbrustolire” o “tostare sul fuoco”. È un piatto che affonda le sue radici nell’Italia centrale, in particolare tra il Lazio, la Toscana e l’Umbria. Nasce come pasto contadino, un modo geniale per recuperare il pane raffermo e, allo stesso tempo, per assaggiare l’olio nuovo.
Infatti, la bruschetta originale (proprio come quella di mio nonno) era semplicemente pane tostato, strofinato con aglio (per “pulire” la bocca, si diceva) e irrorato generosamente con olio extra vergine d’oliva, specialmente durante il periodo della frangitura, per celebrare il sapore pizzicante e fruttato del nuovo raccolto. Era il “test” dell’agricoltore.
Il pomodoro? Quello è arrivato dopo. È stata un’aggiunta gloriosa, un matrimonio perfetto che ha trasformato uno spuntino rustico nell’antipasto italiano più famoso al mondo. Ma ricorda: se il pane non è “bruscato”, non è bruschetta. È solo pane con pomodoro.
Qual è il vero segreto per una bruschetta al pomodoro perfetta?
L’ho cercato per anni. Pensavo fosse una tecnica di taglio segreta, un rapporto specifico tra sale e olio, o forse un tipo di basilico particolare.
Poi, qualche anno fa, durante un viaggio in Toscana, mi fermai in un piccolo frantoio a conduzione familiare sulle colline vicino a Greve in Chianti. Era autunno, tempo di raccolta. L’odore dell’olio appena spremuto era denso e quasi piccante. Il proprietario, un uomo anziano con le mani macchiate, mi vide curiosare.
Senza dire una parola, fece esattamente quello che faceva mio nonno. Tostò una fetta di pane su una vecchia griglia in ghisa, la strofinò con l’aglio e poi, con un gesto quasi cerimoniale, vi versò sopra un filo d’olio verde smeraldo. “Assaggia,” disse.
Era incredibile. Ma io, ancora alla ricerca del “segreto” della bruschetta al pomodoro, chiesi: “E con i pomodori? Come la fate?”
Lui sorrise. “Figliolo,” disse, “il segreto non è come la facciamo. Il segreto è cosa usiamo.”
Fu un’illuminazione. La bruschetta al pomodoro non ha segreti culinari. Non ci sono tecniche da chef. Il suo unico, vero, indiscutibile segreto è la qualità assoluta di ogni singolo ingrediente. Non puoi barare. Un pomodoro mediocre darà una bruschetta mediocre. Un olio scadente la rovinerà. Il segreto è la spesa. È il rispetto della materia prima.
Il pane: perché “vecchio” è meglio?
Iniziamo dal protagonista indiscusso: il pane. Se sbagli il pane, hai già fallito.
La bruschetta richiede un pane rustico, una pagnotta casereccia, un filone di pane di Altamura o di Lariano. Insomma, un pane con una crosta spessa e una mollica densa, alveolata, capace di reggere l’umidità.
Perché “vecchio”? Perché il pane fresco è troppo morbido e spugnoso. Nel momento in cui l’olio e l’acqua dei pomodori lo toccano, collassa. Diventa una pappa triste e molle. Il pane raffermo di uno o due giorni, invece, ha perso parte della sua umidità interna. La sua struttura è più solida. Quando lo tosti, l’esterno diventa una corazza croccante, mentre l’interno rimane leggermente masticabile. È questa struttura che crea la base perfetta.
Come dovrei tagliare le fette?
Non siate timidi. Una fetta di bruschetta deve essere sostanziosa. Dimenticate le fettine sottili da toast.
L’ideale è tagliare fette spesse almeno 1,5 cm, ma io preferisco arrivare anche a 2 cm. Il taglio può essere dritto o leggermente obliquo (in diagonale) per ottenere una superficie più ampia. La cosa importante è che la fetta abbia “corpo”. Deve essere in grado di sostenere il condimento con orgoglio, senza piegarsi o rompersi. Usate un buon coltello seghettato per ottenere un taglio netto senza sbriciolare la mollica.
Pomodori: quale varietà vince la battaglia del sapore?
Passiamo al cuore rosso della nostra bruschetta. La scelta del pomodoro è cruciale e dipende molto dalla stagione.
Inutile girarci intorno: la bruschetta al pomodoro è un piatto estivo. È nata per celebrare l’apice della maturazione dei pomodori sotto il sole cocente.
Le varietà migliori sono quelle sode, polpose e dolci, con pochi semi e poca acqua.
- Pomodori Perini o San Marzano: Anche se spesso usati per le salse, se ben maturi, hanno una polpa carnosa e un sapore concentrato che funziona benissimo.
- Pomodori Ramati (a Grappolo): Sono la scelta più comune e affidabile. Hanno un buon equilibrio tra acidità e dolcezza e una consistenza soda.
- Pomodorini (Ciliegini o Datterini): Se volete un’esplosione di dolcezza, questi sono fantastici. Richiedono un po’ più di lavoro per tagliarli, ma il risultato è spesso più intenso.
- Cuore di Bue: Se trovate dei veri Cuore di Bue maturi, usateli. Pochi semi, tanta polpa e un sapore antico.
L’importante è che siano al punto perfetto di maturazione: rossi, sodi al tatto ma non duri, e profumati.
Stagionalità: conta davvero così tanto?
Sì. Conta al 100%.
Lo so, oggi troviamo i pomodori al supermercato 365 giorni all’anno. Ma un pomodoro coltivato in serra a gennaio, magari in Olanda, e un pomodoro maturato al sole di luglio in Sicilia sono due frutti completamente diversi.
Il primo è principalmente acqua e acidità. Manca di zucchero, manca di sapore. Se provi a fare una bruschetta con un pomodoro invernale, il risultato sarà scialbo. L’acqua del pomodoro renderà il pane molle in pochi secondi, e il sapore sarà metallico.
La vera bruschetta al pomodoro vive e muore con la stagione. È un piatto da fare da giugno a settembre, quando i mercati sono pieni di pomodori che profumano ancora della pianta. Fare la bruschetta al pomodoro a Natale non è solo sbagliato, è quasi un affronto alla sua filosofia. Se proprio volete una bruschetta in inverno, fatela in bianco (solo aglio e olio) o con altre verdure di stagione, come il cavolo nero ripassato.
Come prepariamo questi pomodori?
Una volta scelti i pomodori perfetti, la preparazione è semplice, ma richiede precisione.
Devono essere tagliati a cubetti (una concasse, direbbero i francesi). Non troppo piccoli da diventare una poltiglia, non troppo grandi da rotolare via dalla fetta di pane. Una dimensione di circa mezzo centimetro è l’ideale.
- Devo rimuovere i semi e l’acqua di vegetazione? Questa è una questione di preferenze, ma io lo consiglio. Specialmente se i pomodori sono molto maturi, l’interno può essere molto acquoso. Tagliateli a metà o in quarti e, con un cucchiaino o con le dita, rimuovete la parte centrale più gelatinosa con i semi. Questo non solo concentra il sapore della polpa, ma riduce drasticamente l’umidità che andrà a bagnare il pane.
Una volta tagliati a cubetti, metteteli in una ciotola. E ora, il condimento.
- Sale: Aggiungete il sale prima dell’olio. Il sale estrarrà per osmosi un po’ dell’acqua residua dai pomodori, creando un “succo” saporito sul fondo della ciotola.
- Basilico: Fresco. Sempre. Spezzettatelo con le mani, non tagliatelo con il coltello. Il taglio con la lama metallica tende a ossidare le foglie più velocemente, annerendole e alterando il sapore.
- Olio EVO: Un filo generoso.
- Pepe? A piacere. Io a volte ne metto un pizzico, rigorosamente macinato fresco.
Mescolate delicatamente e lasciate marinare. Ma per quanto? Non troppo. Dieci, quindici minuti al massimo. Giusto il tempo di tostare il pane. Se li lasciate marinare per ore, i pomodori diventeranno molli e rilasceranno troppa acqua.
L’aglio: amico o nemico? (E come usarlo)
Qui si compie la magia. E qui, purtroppo, molti sbagliano.
Lo so cosa state pensando: “metto uno spicchio d’aglio tritato finemente insieme ai pomodori”. Sbagliato. O meglio, è un’opzione, ma non è quella classica e, a mio parere, è troppo aggressiva.
L’aglio crudo tritato ha un sapore pungente, quasi piccante, che tende a sovrastare la dolcezza del pomodoro e l’aroma del basilico. Soprattutto, il suo sapore “rimane” in bocca per ore.
Il metodo classico, quello di mio nonno, è infinitamente più elegante.
Prendete uno spicchio d’aglio, sbucciatelo e tagliatelo a metà (questo serve solo a esporre una superficie fresca e umida). Non appena la vostra fetta di pane esce dalla griglia, ancora rovente, strofinatela con la parte tagliata dell’aglio.
Cosa succede in quel momento? Il calore del pane scioglie letteralmente gli oli essenziali dell’aglio, che vengono assorbiti istantaneamente dalla superficie ruvida e porosa del pane. Non state aggiungendo pezzi di aglio; state aggiungendo il suo profumo, la sua essenza. Il sapore sarà diffuso, aromatico, presente ma mai invadente. È un tocco da maestro che cambia completamente il risultato finale. Provate. Non tornerete più indietro.
Olio d’oliva: perché non tutto l’olio è creato uguale?
Se il pane è il re e il pomodoro è la regina, l’olio d’oliva extra vergine è l’oro liquido che benedice la loro unione.
Non usate un olio d’oliva qualsiasi. Non usate un olio di semi. Non usate un olio “leggero”. Avete bisogno di un Olio Extra Vergine d’Oliva (EVOO) di alta qualità.
Ricordate la storia del frantoio in Toscana? La bruschetta, in origine, era il modo per assaggiare l’olio nuovo. Questo ci dice che l’olio non è un condimento secondario, è un protagonista.
Per la bruschetta al pomodoro, preferisco un olio con carattere. Un EVOO toscano, umbro o pugliese, dal sapore robusto, fruttato e con quella caratteristica nota finale “pizzichina” (piccante) che solletica la gola. Questo tipo di olio ha la struttura per bilanciare l’acidità del pomodoro e la dolcezza del basilico. Un olio troppo delicato si perderebbe, annacquato dagli altri sapori.
L’olio va usato in due momenti: un po’ nella marinatura dei pomodori e un filo “a crudo” (il cosiddetto giro d’olio) su ogni bruschetta appena prima di servirla. Per approfondire le differenze e l’importanza dell’olio extra vergine, fonti autorevoli come la Fondazione Umberto Veronesi ne spiegano i benefici e le caratteristiche uniche, sottolineando come sia un pilastro della dieta mediterranea.
E il basilico? È davvero indispensabile?
Per me, sì. Il basilico non è decorazione.
È l’aroma. È quel profumo inconfondibile che, insieme al pomodoro, grida “estate”. Come detto prima, usatelo fresco e spezzettatelo con le mani all’ultimo momento per aggiungerlo alla concassé di pomodoro.
Volete un’alternativa? L’origano secco di buona qualità (magari quello di Pantelleria) è l’altra opzione classica. Dà alla bruschetta un sapore più rustico, mediterraneo, quasi “alla pizzaiola”. È una variante deliziosa, ma diversa. La versione classica, quella da manuale, vuole il basilico.
Finalmente, la ricetta: come ottenere quella croccantezza perfetta?
Siamo arrivati al dunque. Abbiamo i nostri ingredienti perfetti. Ora assembliamo il capolavoro, con un focus maniacale sulla croccantezza.
Ingredienti (per 4 persone):
- 8 fette spesse di pane casereccio raffermo (circa 2 cm di spessore)
- 500g di pomodori maturi e sodi (ramati o perini)
- 1-2 spicchi d’aglio
- Un mazzo generoso di basilico fresco
- Olio extra vergine d’oliva robusto
- Sale grosso (per il pane) e sale fino (per i pomodori)
- Pepe nero macinato fresco (opzionale)
Il Procedimento, Passo dopo Passo:
- Preparare i Pomodori: Lavate i pomodori. Tagliateli a metà ed eliminate i semi e l’acqua di vegetazione interna. Tagliate la polpa a cubetti piccoli e uniformi.
- La Marinatura: Mettete i pomodori in una ciotola. Aggiungete un pizzico di sale fino (aiuterà a estrarre il succo), le foglie di basilico spezzettate a mano, un filo generoso di olio EVO e, se vi piace, una macinata di pepe. Mescolate delicatamente e lasciate riposare a temperatura ambiente mentre preparate il pane.
- La Tostatura (Il Momento “Croccante”): Questo è il passaggio chiave. Avete tre opzioni, in ordine di preferenza.
- Metodo 1: La Brace (Il Migliore): Se avete un barbecue, accendetelo. Quando la brace è viva ma non fiammeggiante, posizionate le fette di pane sulla griglia. Bastano pochi minuti per lato. Giratele non appena vedete le classiche striature scure e la superficie è ben secca. Il sapore affumicato è ineguagliabile.
- Metodo 2: Il Forno (Modalità Grill): Preriscaldate il grill del forno alla massima potenza. Mettete le fette di pane su una leccarda e infornate nel ripiano più alto. Controllate a vista. Ci vorranno 2-3 minuti per lato. Giratele non appena sono dorate e croccanti.
- Metodo 3: La Padella/Piastra (Il Veloce): Scaldate molto bene una piastra in ghisa o una padella antiaderente pesante. Mettete le fette di pane e cuocetele a fiamma medio-alta finché non sono ben tostate e rigate.
- Il Rituale dell’Aglio: Appena togliete le fette di pane dal fuoco, mentre sono ancora bollenti, prendete lo spicchio d’aglio tagliato a metà e strofinatelo energicamente sulla superficie del pane. Sentirete il profumo sprigionarsi all’istante.
- Il Condimento Veloce: Disponete le fette di pane su un piatto da portata. Irroratele con un primissimo filo d’olio (il pane lo assorbirà subito). Alcuni aggiungono anche un pizzico di sale grosso sul pane, io lo adoro.
- L’Assemblaggio Finale: Poco prima di servire (e intendo proprio un minuto prima), date un’ultima mescolata ai pomodori. Con un cucchiaio, distribuite generosamente la concassé di pomodoro su ogni fetta di pane.
- Il Tocco Finale: Un ultimo giro d’olio EVO a crudo su tutto, e servite. Immediatamente.
Griglia, forno o padella: qual è il metodo di cottura migliore?
Approfondiamo la questione della tostatura, perché è fondamentale per il risultato “croccante”.
La griglia a carbone (brace) vince a mani basse. Il calore intenso e secco asciuga istantaneamente l’esterno del pane, creando una crosta spessa, mentre il fumo dei tralci di vite o del carbone di legna aggiunge un livello di complessità aromatica (l’affumicato) che gli altri metodi non possono replicare. È il metodo originale e più autentico.
Il grill del forno è un eccellente sostituto domestico. Il calore proviene dall’alto ed è molto intenso, simile a quello della brace. Il risultato è una tostatura uniforme e molto croccante. L’unico difetto è la mancanza del sapore affumicato, ma la consistenza sarà perfetta.
La padella o piastra in ghisa è l’opzione più rapida e comoda, ma anche la più rischiosa. È facile bruciare il pane all’esterno prima che l’interno si sia scaldato. Il calore è da contatto. Funziona bene, ma assicuratevi che la piastra sia rovente e non ungetela: il pane va tostato a secco.
Quello che dovete evitare è il tostapane classico. Le fessure sono spesso troppo strette per le fette spesse, e la tostatura è più un “biscottare” che un “bruscare”. Non otterrete la stessa superficie ruvida e carbonizzata.
Perché la mia bruschetta diventa sempre “molle”? I 5 errori da evitare
Se hai seguito tutto e la tua bruschetta è ancora deludente, probabilmente stai cadendo in una di queste trappole. Ecco gli errori più comuni che uccidono la croccantezza.
- Usare Pane Morbido o “in Cassetta”. È l’errore numero uno. Il pane da toast, il pancarrè o anche una baguette fresca sono troppo leggeri. Non hanno la struttura per reggere l’umidità. Assorbono il succo del pomodoro come una spugna e collassano. Serve pane rustico, con una mollica compatta.
- Condire il Pane Troppo Presto. La bruschetta è un piatto espresso. Non puoi prepararla un’ora prima che arrivino gli ospiti. L’acqua dei pomodori, per quanto ben drenati, inizierà inesorabilmente a penetrare nel pane. La bruschetta va assemblata e mangiata nel giro di cinque minuti.
- Non Tostare Abbastanza il Pane. Una doratura leggera non basta. La superficie del pane deve essere dura, quasi vetrificata. Deve creare una barriera impermeabile che “respinga” l’umidità per i primi minuti. Siate coraggiosi con il calore.
- Usare Pomodori Acquosi (e non Sgocciolarli). Se i tuoi pomodori sembrano nuotare nel loro succo dopo averli tagliati, non mettere tutto quel liquido sul pane. Usa un cucchiaio forato per prelevare solo la polpa, lasciando il grosso del succo nella ciotola.
- Aggiungere Aceto o Limone. Alcune ricette moderne suggeriscono di aggiungere un tocco di acidità. Non fatelo. L’aceto e il limone sono a base d’acqua e non fanno altro che accelerare il processo di ammorbidimento del pane, oltre a coprire il sapore dolce del pomodoro.
Posso aggiungere altro alla mia bruschetta al pomodoro?
La ricetta classica è quella che abbiamo descritto. È un monumento alla semplicità.
Tuttavia, la bruschetta è anche una tela bianca. In Italia, troverai centinaia di varianti. La “bruschetta al pomodoro” può essere arricchita, anche se tecnicamente diventa qualcos’altro.
Vuoi aggiungere qualche pezzetto di mozzarella di bufala (messa all’ultimo secondo)? Delizioso. Qualche oliva taggiasca? Ottimo. Un’acciuga di Cetara? Diventa un piatto quasi completo.
L’importante è capire che ogni aggiunta la allontana dall’equilibrio zen della ricetta classica. La versione con solo pomodoro, aglio, basilico e olio è perfetta nella sua essenzialità. Le altre sono “variazioni sul tema”. Divertenti da esplorare, ma prima devi padroneggiare l’originale.
Cosa beviamo con questa meraviglia?
La bruschetta al pomodoro è l’antipasto per eccellenza, il re dell’aperitivo italiano. Chiede un vino che la rinfreschi, non che la sovrasti.
L’abbinamento perfetto è con un vino bianco fresco, giovane e con una buona acidità. Un Pinot Grigio, un Vermentino ligure o toscano, o una Falanghina campana sono scelte eccellenti. La loro acidità sgrassa la bocca dall’olio e si sposa magnificamente con quella del pomodoro.
Volete delle bollicine? Un Prosecco Brut è una scelta festosa e perfetta. La bollicina pulisce il palato ad ogni morso, preparandolo a quello successivo.
Eviterei i vini rossi corposi, che con l’acidità del pomodoro crudo rischierebbero di creare un sapore metallico. Se proprio volete un rosso, scegliete uno molto leggero e giovane, magari un Bardolino servito fresco.
In definitiva, la bruschetta è solo pane e pomodoro?
No. È molto di più.
Tornando al ricordo di mio nonno, capisco che quel gesto semplice era un atto di rispetto. Rispetto per il pane, troppo prezioso per essere buttato. Rispetto per l’olio, frutto di un anno di lavoro. E, nella versione completa, rispetto per il pomodoro, il regalo più dolce dell’estate.
La bruschetta al pomodoro classica e croccante non è una ricetta. È una filosofia. È la dimostrazione che non servono ingredienti costosi o tecniche complicate per creare qualcosa di sublime. Servono solo tre cose: ingredienti eccezionali, rispetto per la tradizione e la capacità di fermarsi un attimo per godersi un morso perfetto.
Ora tocca a te. Accendi la griglia.
Domande Frequenti
Qual è il componente principale per una bruschetta perfetta?
Il pane è il componente principale e deve essere rustico, leggermente raffermo, con una crosta spessa e una mollica compatta in modo da reggere l’umidità e mantenere la croccantezza.
Perché è importante che il pane sia vecchio e non fresco?
Il pane vecchio o raffermo, di uno o due giorni, ha una struttura più solida che, quando tostato, diventa croccante all’esterno e leggermente masticabile all’interno, mentre il pane fresco tende a diventare molle e a collassare.
Qual è il metodo migliore per tostare il pane per la bruschetta?
Il metodo migliore è la brace, che asciuga l’esterno del pane creando una crosta spessa e affumicata, ma può essere sostituito dal grill del forno o da una piastra molto calda. È importante tostare fino a ottenere una superficie dura e dorata.
Come si prepara correttamente il pomodoro per la bruschetta?
I pomodori devono essere tagliati a cubetti di circa mezzo centimetro, con semi e acqua di vegetazione rimossi, e poi conditi con sale, basilico fresco, olio EVO e un pizzico di pepe; devono essere lasciati marinare pochi minuti prima di essere utilizzati.
