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    Polpette di melanzane Ricetta (morbide, fritte)

    Jurica ŠinkoBy Jurica ŠinkoNovembre 3, 2025
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    Polpette di melanzane

    C’è un profumo che, per me, fa subito “casa”. È l’odore dell’aglio e del prezzemolo che incontrano il formaggio, il tutto avvolto nel calore dorato della frittura. È il profumo delle polpette di melanzane. Per anni, ho cercato di replicare quelle che mangiavo da bambino, quelle che sembravano svanire dal piatto dei “grandi” prima ancora che potessi prenderne una seconda. Dopo innumerevoli tentativi, esperimenti e qualche piccolo disastro in cucina, credo di averla trovata. Sto per condividere la mia migliore polpette di melanzane ricetta, un piccolo tesoro di famiglia che garantisce polpette morbide, saporite e con una crosticina che crea dipendenza.

    Questa non è solo una lista di ingredienti. È un invito a creare un ricordo.

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    Sommario

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    • Punti Chiave da Ricordare
    • Ricordi d’infanzia: perché questa ricetta di polpette di melanzane è così speciale per me?
    • Ma cosa rende le polpette di melanzane un classico intramontabile?
    • Quali melanzane dovrei scegliere per un risultato perfetto?
    • Il temuto amaro: come si toglie davvero?
    • Pronti? Ecco la mia Polpette di Melanzane Ricetta (per 4-6 persone)
      • Gli Ingredienti per circa 30 Polpette
    • Il procedimento passo-passo: come trasformare gli ingredienti in magia
    • Il momento della verità: come ottenere una frittura da ristorante?
    • “Le mie polpette si spappolano!” e altri disastri evitati
    • Non vuoi friggere? Esploriamo la versione al forno (più leggera, ma sempre golosa)
    • E se volessi le polpette di melanzane al sugo?
    • La mia disastrosa (e poi trionfale) serata “Polpette Party”
    • Le melanzane nella storia: da “mela insana” a regina della tavola
    • Qualche variante per non annoiarsi mai
    • Come si conservano? (Se avanzano, il che è raro)
    • Il mio ultimo consiglio: non abbiate fretta
    • Domande Frequenti
      • Qual è il trucco principale per ottenere polpette di melanzane morbide e ben cotte?
      • Come scegliere le melanzane più adatte per questa ricetta?
      • Come si elimina l’amaro dalle melanzane?
      • Qual è la temperatura ideale dell’olio per friggere le polpette?
      • Posso cuocere le polpette di melanzane al forno invece di friggerle?

    Punti Chiave da Ricordare

    Prima di infilarci il grembiule, ecco i segreti che ho imparato a mie spese e che faranno la differenza tra una polpetta “buona” e una “indimenticabile”:

    • Il Segreto della Morbidezza: Non è nell’uovo, ma nel pane. Usare pane raffermo ammollato nel latte (e poi strizzato!) è il trucco fondamentale per un cuore tenero che si scioglie in bocca.
    • La Scelta della Melanzana: Non tutte le melanzane sono uguali. Per questa ricetta, prediligo le “viola” tonde (come la “Tonda di Firenze”), perché hanno meno semi e una polpa più dolce.
    • Acqua Nemica: Le melanzane sono spugne piene d’acqua. Un’eccessiva umidità è la causa numero uno delle polpette che si spaccano in cottura. Il passaggio dello spurgo e della strizzatura è obbligatorio.
    • La Frittura è un’Arte: La temperatura dell’olio è tutto. Olio troppo freddo e le polpette si impregneranno; olio troppo caldo e si bruceranno fuori rimanendo crude dentro.
    • Versatilità: Questa ricetta base è un trampolino di lancio. Le stesse polpette possono essere cotte al forno per una versione più leggera o tuffate in un buon sugo di pomodoro.

    Ricordi d’infanzia: perché questa ricetta di polpette di melanzane è così speciale per me?

    Devo essere onesto. La prima volta che ho provato a farle da solo, vent’anni fa, è stato un fallimento comico. Ho telefonato a mia madre, frustrato, con un impasto che sembrava colla e delle polpette che si erano disintegrate nell’olio. Lei ha riso. “Non hai avuto pazienza,” mi ha detto. “E non hai strizzato le melanzane.”

    Aveva ragione, ovviamente.

    Per me, questa ricetta è legata a doppio filo ai pomeriggi estivi a casa dei nonni. Mio nonno, un uomo di poche parole ma di grande cuore, si sedeva in cucina mentre mia nonna friggeva. Io, bambino, ero l’addetto all'”assaggio di controllo qualità”, un ruolo che prendevo serissimamente. Il mio compito era rubare la prima polpetta, quella ancora bollente, scottandomi le dita e la lingua, per poi dichiarare “È perfetta, nonna!”.

    Quella polpetta non era solo cibo. Era un rito, era affetto, era la certezza che tutto andava bene. Ecco perché ci tengo così tanto a farle bene. E ora, voglio che le facciate bene anche voi.

    Ma cosa rende le polpette di melanzane un classico intramontabile?

    Pensateci. Pochi piatti hanno la stessa versatilità. Sono l’antipasto perfetto che apre una cena tra amici. Funzionano benissimo in un buffet, perché sono deliziose anche a temperatura ambiente. Diventano un secondo piatto vegetariano completo, magari accompagnate da un’insalata fresca. Sono, senza dubbio, le regine dell’aperitivo.

    La loro magia sta nella trasformazione. Prendono un ortaggio umile, la melanzana, e lo elevano a qualcosa di regale. È l’essenza della cucina italiana, specialmente quella del Sud: la cucina povera. Una cucina che non significa “cattiva”, ma “ingegnosa”. È l’arte di creare capolavori con ingredienti semplici ed economici. Le polpette di melanzane sono l’esempio perfetto di questa filosofia. Sfruttano le melanzane di fine stagione, il pane ormai secco, il formaggio avanzato. E il risultato? Pura poesia.

    Quali melanzane dovrei scegliere per un risultato perfetto?

    Entriamo nel vivo. Il protagonista è la melanzana, e la scelta giusta è il primo passo per il successo. Come ho accennato, la mia preferenza va alla varietà “tonda viola”. Ha una polpa più compatta, meno semi (che possono essere amari) e un sapore intrinsecamente più dolce rispetto alla classica “nera lunga”. Questo significa che avremo bisogno di meno “correzioni” nel sapore.

    Cosa cercare al banco del mercato? Indipendentemente dalla varietà, la melanzana deve essere freschissima. Guardate la buccia: deve essere lucida, tesa, senza ammaccature o parti molli. Il picciolo (la parte verde) deve essere brillante e non secco. Prendetela in mano: deve essere soda, compatta. Se sembra “leggera” per la sua dimensione, probabilmente è vecchia e disidratata all’interno. Una buona melanzana ha un suo peso specifico.

    Evitate le melanzane enormi. Spesso quelle troppo grandi hanno una polpa più fibrosa e un’abbondanza di semi. Meglio due melanzane medie che una gigante.

    Il temuto amaro: come si toglie davvero?

    Questa è la domanda da un milione di dollari. Le nostre nonne passavano ore a mettere le melanzane sotto sale. Serve ancora? La risposta è: sì, ma non per il motivo che pensi.

    Le varietà di melanzane moderne sono state selezionate per essere molto meno amare rispetto al passato. Quindi, lo spurgo con il sale non serve più tanto a togliere l’amaro, quanto a fare qualcosa di molto più importante: togliere l’acqua.

    L’acqua è il vostro nemico numero uno. Rende l’impasto molle, difficile da lavorare, e provoca la rottura delle polpette durante la frittura. Quindi, il passaggio è questo, ed è inderogabile. Tagliate le melanzane a cubetti (non è necessario sbucciarle, la buccia dà colore e sapore). Mettetele in uno scolapasta. Cospargete generosamente di sale grosso. Mescolate. Mettete un piatto sopra con un peso (una lattina di pomodori, per esempio) e lasciate che la gravità e il sale facciano il loro lavoro per almeno 30-40 minuti. Vedrete quanta acqua scura uscirà.

    Ma non è finita. Dopo il riposo, sciacquatele velocemente sotto l’acqua fredda per togliere il sale in eccesso e poi strizzatele. Con le mani, con un canovaccio pulito, con uno schiacciapatate. Dovete essere spietati. Più acqua esce ora, migliore sarà la vostra polpetta.

    Pronti? Ecco la mia Polpette di Melanzane Ricetta (per 4-6 persone)

    Ho affinato questa ricetta per anni. Le dosi dei formaggi sono il mio equilibrio personale tra sapidità e dolcezza. Il Parmigiano dà la struttura, il Pecorino dà il “calcio”. Non siate timidi.

    Gli Ingredienti per circa 30 Polpette

    • Melanzane: 1 kg (del tipo viola tonda, se possibile)
    • Pane Raffermo: 200 g (la mollica di un buon pane casereccio, secco di 1-2 giorni)
    • Latte Intero: q.b. (circa 1 bicchiere, quanto basta per ammollare il pane)
    • Parmigiano Reggiano DOP: 100 g (grattugiato al momento, fa la differenza)
    • Pecorino Romano DOP: 50 g (grattugiato. Se non vi piace il sapore forte, fate 150g totali di solo Parmigiano)
    • Uova Medie: 1 (l’uovo serve solo da legante, non deve dominarne il sapore)
    • Aglio: 1 spicchio (piccolo, privato dell’anima e tritato finissimo)
    • Prezzemolo Fresco: 1 mazzetto abbondante (tritato finemente)
    • Pangrattato: q.b. per la panatura (circa 150-200g)
    • Olio di Semi di Arachide: per friggere (è il migliore, ha un punto di fumo alto)
    • Sale Fino e Pepe Nero Macinato Fresco: q.b.

    Il procedimento passo-passo: come trasformare gli ingredienti in magia

    Prendetevi il vostro tempo. Mettete su un po’ di musica. Cucinare è un atto d’amore, ricordate?

    1. Preparare le Melanzane (Il Lavoro Sporco) Come discusso sopra: lavate le melanzane, tagliatele a cubetti e mettetele sotto sale nello scolapasta per almeno 30 minuti. Dopo il riposo, sciacquatele e strizzatele con forza.

    2. Cuocere le Melanzane Qui ci sono due scuole di pensiero. C’è chi le bolle e chi le cuoce al vapore. Io preferisco bollirle: mettete i cubetti strizzati in una pentola con acqua leggermente salata e portate a bollore. Fatele cuocere finché non saranno tenerissime (circa 15-20 minuti dal bollore). Scolatele perfettamente e, una volta tiepide, strizzatele di nuovo. Sì, di nuovo. Dobbiamo eliminare ogni traccia d’acqua. Mettetele in una ciotola capiente.

    3. Il Cuore Morbido (Il Segreto) Mentre le melanzane cuociono, occupatevi del pane. Spezzettate la mollica di pane raffermo in una ciotola e copritela a filo con il latte. Lasciate che si ammorbidisca per 10 minuti. Poi, con le mani, prendete il pane e strizzatelo fortissimo per eliminare il latte in eccesso. Sbriciolatelo e aggiungetelo alle melanzane nella ciotola.

    4. Creare l’Impasto Alle melanzane e al pane, aggiungete ora tutti gli altri ingredienti: i formaggi grattugiati, l’uovo leggermente sbattuto, l’aglio e il prezzemolo tritati, una generosa macinata di pepe e un pizzico di sale (ma assaggiate prima, i formaggi e lo spurgo sono già salati).

    5. L’Assaggio (Il Trucco del Nonno) Ora, con le mani (pulite!), impastate tutto. Dovete amalgamare gli ingredienti, non ridurre tutto in una poltiglia. L’impasto deve essere sodo, compatto ma ancora “riconoscibile”. Questo è il mio trucco di famiglia. Scaldate un dito d’olio in un padellino e friggete una “mini-polpetta” di prova. Un cucchiaino d’impasto. Assaggiatela. È saporita? Manca sale? C’è troppo aglio? Questo è il momento di aggiustare il tiro sull’impasto grande. È un passaggio che mio nonno mi ha insegnato e che fa la differenza tra un cuoco e un bravo cuoco.

    6. Formare le Polpette Una volta che l’impasto è perfetto, inumiditevi leggermente le mani (aiuta a non appiccicare). Prendete piccole porzioni di impasto e formate delle palline grandi come una noce. Non fatele enormi, altrimenti l’esterno si brucerà prima che il cuore sia caldo. Cercate di farle tutte della stessa dimensione per una cottura uniforme.

    7. La Panatura (Solo Pangrattato!) Niente farina, niente uovo. La vera polpetta di melanzane, croccante fuori e morbida dentro, si passa solo nel pangrattato. Mettete il pangrattato in un piatto fondo e fate rotolare le vostre polpette una ad una. Assicuratevi che siano coperte uniformemente, senza troppa pressione. Disponetele su un vassoio o un piatto grande.

    Il momento della verità: come ottenere una frittura da ristorante?

    Avete fatto il 90% del lavoro. Ora non roviniamo tutto. La frittura è una scienza.

    L’Olio Giusto: Come detto, olio di semi di arachide. Ha un punto di fumo alto (non brucia facilmente) e un sapore neutro. Usatene tanto. Le polpette devono nuotare nell’olio, non devono toccare il fondo della padella. Questo si chiama frittura per immersione ed è l’unico modo per ottenere una cottura uniforme e non unta.

    La Temperatura Perfetta: È il singolo fattore più importante. La temperatura ideale è tra i 175°C e i 180°C. Se avete un termometro da cucina, usatelo.

    Il Trucco della Nonna (se non hai il termometro): Prendete uno stecchino di legno (o il manico di un cucchiaio di legno). Immergetelo nell’olio. Se intorno al legno si formano tante piccole bollicine che sfrigolano allegramente, l’olio è pronto. Se fa bolle enormi e fuma, è troppo caldo (spegnete e fate raffreddare).

    Non Affollare la Padella! Questo è l’errore da principianti. Se buttate troppe polpette tutte insieme, la temperatura dell’olio crollerà di colpo. Le polpette smetteranno di friggere e inizieranno a bollire nell’olio, assorbendolo e diventando pesanti e unte. Un disastro. Friggete in piccole quantità, 5-6 polpette alla volta.

    Giratele delicatamente con una schiumarola finché non saranno di un colore dorato intenso e uniforme. Ci vorranno 3-4 minuti.

    Asciugare Correttamente: Tiratele su con la schiumarola, facendole scolare bene. Non mettetele su carta assorbente. La carta trattiene il vapore e rende la base della polpetta molliccia. Mettetele su una gratella (quella per raffreddare i dolci è perfetta) con sotto un vassoio. L’aria circolerà e la croccantezza sarà preservata. Salate leggermente la superficie non appena escono dall’olio.

    “Le mie polpette si spappolano!” e altri disastri evitati

    Affrontiamo i problemi più comuni. Se vi è successo, non siete soli.

    Problema 1: Le polpette si aprono o si disfano in cottura.

    • La Causa: L’impasto è troppo umido.
    • La Soluzione: Non avete strizzato abbastanza le melanzane o il pane. Per rimediare (prima di friggere!), aggiungete all’impasto un cucchiaio o due di pangrattato (non di pane ammollato) o un altro po’ di formaggio grattugiato. Questo aiuterà ad “asciugare” e legare meglio. Assicuratevi anche che l’olio sia ben caldo: se è freddo, “lava” via la panatura prima che si sigilli.

    Problema 2: Sono amare.

    • La Causa: Melanzane di scarsa qualità o spurgo fatto male.
    • La Soluzione: Purtroppo, dopo la frittura c’è poco da fare. L’unica è prevenire, scegliendo le melanzane giuste e non saltando mai il passaggio del sale e della strizzatura.

    Problema 3: Sono unte e pesanti.

    • La Causa: Temperatura dell’olio troppo bassa.
    • La Soluzione: L’olio non era pronto. La polpetta ha assorbito grasso invece di sigillarsi. Buttate quella tornata (o tenetela per voi, come promemoria), fate riscaldare l’olio e riprovate con il test dello stecchino. E ricordate: poche alla volta!

    Non vuoi friggere? Esploriamo la versione al forno (più leggera, ma sempre golosa)

    Capisco. Non tutti hanno voglia di friggere. Se volete una versione più leggera, la cottura al forno è un’ottima alternativa. Sarò onesto, non è esattamente la stessa cosa. La croccantezza è diversa, più “biscottata” che “fritta”, ma il sapore e la morbidezza interna ci sono tutti.

    Il procedimento per l’impasto è identico. Una volta formate e passate nel pangrattato, disponete le polpette su una teglia foderata di carta forno, ben distanziate tra loro.

    Il trucco per il forno: Irroratele con un filo d’olio d’oliva extravergine. Siate generosi. Questo aiuterà a creare la crosticina e a non farle seccare. Cuocete in forno statico preriscaldato a 200°C per circa 20-25 minuti. A metà cottura, giratele delicatamente per farle dorare su tutti i lati. Saranno pronte quando saranno ben dorate. Sono perfette per essere preparate in anticipo.

    E se volessi le polpette di melanzane al sugo?

    Ah, qui entriamo nel territorio del comfort food definitivo. La polpetta al sugo è una religione. E la versione con le melanzane è celestiale.

    Avete due opzioni, entrambe valide.

    Metodo 1 (Il più goloso): Preparate le polpette esattamente come da ricetta, friggendole. A parte, preparate un sugo di pomodoro semplice (passata di pomodoro, aglio, olio e basilico fresco). Quando il sugo è pronto e sobbolle dolcemente, tuffateci dentro le polpette fritte. Fatele “pippiare” (sobbollire) nel sugo per 15-20 minuti, a fuoco bassissimo. La polpetta assorbirà un po’ di sugo, e il sugo prenderà il sapore della polpetta. È uno scambio equo.

    Metodo 2 (Il più “leggero”): Preparate le polpette e cuocetele al forno come descritto sopra. Quando sono quasi cotte (dopo circa 15 minuti), trasferitele in una pirofila, copritele con il sugo di pomodoro e finite la cottura in forno per altri 10-15 minuti.

    In entrambi i casi, servitele con pane casereccio. La scarpetta è obbligatoria.

    La mia disastrosa (e poi trionfale) serata “Polpette Party”

    Ve ne racconto una. Qualche anno fa, un mio caro amico doveva festeggiare il suo compleanno. Mi offrii volontario per il cibo. “Faccio io,” dissi, con l’incoscienza dei giusti. “Cosa porti?” mi chiese. “Polpette di melanzane per tutti.” Il “tutti” si rivelò essere 40 persone.

    Ho passato un pomeriggio intero a strizzare melanzane. La mia cucina sembrava un campo di battaglia. A metà della frittura, finii il pangrattato. Panico. Lasciai la padella sul fuoco (spento, per fortuna) e corsi all’alimentari sotto casa, con il grembiule ancora addosso e le mani unte. Il negoziante mi guardò malissimo. Tornai e continuai a friggere per un’ora che mi sembrò un’eternità.

    Arrivai alla festa sudato, con tre vassoi enormi e la puzza di fritto addosso. Ero convinto che nessuno le avrebbe notate, perse tra tartine e cocktail. Dieci minuti. In dieci minuti, le polpette erano sparite. Tutte. Svanite. Polverizzate. Vidi persone che non conoscevo cercarmi per chiedermi la ricetta. Il mio amico mi abbracciò e disse: “Sei un eroe.”

    La lezione che ho imparato? Che il cibo, quando è fatto col cuore (e con la tecnica giusta), è il modo migliore per dire “ti voglio bene”. Anche se puzzi di fritto.

    Le melanzane nella storia: da “mela insana” a regina della tavola

    È curioso pensare che un ortaggio così fondamentale per la nostra cucina, un tempo, fosse guardato con estremo sospetto. La melanzana (genere Solanum, come le patate e i pomodori) arrivò in Europa con gli Arabi nel Medioevo. Inizialmente, in Italia le diedero il nome di “mela insana”.

    Si credeva che mangiarla portasse alla pazzia, alla lebbra o alla febbre. C’era diffidenza. Per secoli, fu usata più come pianta ornamentale che come cibo. Fu la creatività e la fame del Sud Italia a trasformarla. Furono i siciliani, i napoletani, i calabresi a capire che, con la giusta preparazione (come la cottura e lo spurgo), questa “mela pazza” era in realtà deliziosa. Come documentato da molti esperti di storia agricola, come quelli che scrivono per riviste specializzate del settore, la melanzana ha dovuto fare una lunga strada per guadagnarsi il suo posto d’onore. Oggi, dalla Parmigiana alla Caponata, fino alle nostre polpette, la melanzana non è più “insana”, ma “insostituibile”.

    Qualche variante per non annoiarsi mai

    Una volta che padroneggiate la ricetta base, il divertimento è variare. L’impasto delle polpette di melanzane è una tela bianca.

    Ecco alcune delle mie varianti preferite:

    • Il Tocco Siciliano: Sostituite metà del prezzemolo con foglioline di menta fresca tritate. Aggiunge un profumo e una freschezza incredibili, specialmente in estate.
    • Con il Cuore Filante: Il classico. Prima di chiudere la polpetta, inserite al centro un piccolo cubetto di provola affumicata o di scamorza. In frittura si scioglierà. Preparatevi all’applauso.
    • La Versione “Arrabbiata”: Aggiungete un po’ di peperoncino in polvere o tritato finemente nell’impasto. Per chi, come me, ama quel pizzico di brio in più.
    • Versione Vegana: È assolutamente possibile. Sostituite l’uovo con un “uovo di lino” (1 cucchiaio di semi di lino macinati + 3 cucchiai d’acqua, lasciati riposare 10 minuti). Al posto dei formaggi, usate una combinazione di lievito alimentare in scaglie (per il sapore “cheesy”) e mandorle tritate finemente (per la parte grassa).
    • Senza Glutine: Semplicissimo. Usate pane raffermo senza glutine per l’impasto e pangrattato certificato senza glutine per la panatura. La ricetta non ne risentirà.

    Come si conservano? (Se avanzano, il che è raro)

    Mettiamo caso che, per un miracolo, avanzino delle polpette. Da cotte: Si conservano in frigorifero, in un contenitore ermetico, per 2-3 giorni. Perde un po’ di croccantezza, è inevitabile. Il modo migliore per farle “rinvenire” non è il microonde (che le rende mollicce e gommose. Orrore!). È il forno. Pochi minuti in forno bello caldo (200°C) o, ancora meglio, in una friggitrice ad aria.

    Torneranno quasi come appena fatte. Da crude: Potete congelarle. Il mio consiglio è di formare le polpette (passate solo nell’impasto, non impanate), disporle su un vassoio ben distanziate e metterle in freezer per un’ora. Una volta indurite, trasferitele in un sacchetto per alimenti. Si conservano per 2-3 mesi. Quando vorrete usarle, fatele scongelare lentamente in frigorifero, poi passatele nel pangrattato e friggetele.

    Il mio ultimo consiglio: non abbiate fretta

    Viviamo in un mondo che vuole tutto e subito. Ma questa non è una ricetta da “5 minuti”. È una ricetta che richiede tempo. Il tempo di far spurgare le melanzane. Il tempo di ammollare il pane. Il tempo di formare ogni singola polpetta con le mani. Il tempo di friggere in piccoli lotti, con pazienza.

    Questa ricetta non è “cibo veloce”. È “cibo che conforta”. È il sapore della pazienza. È il gusto di un ricordo. È un piccolo atto di cura verso voi stessi e verso le persone per cui cucinate. Non abbiate fretta. Godetevi il processo.

    Ora tocca a voi. Andate in cucina. E fatemi sapere com’è andata.

    Domande Frequenti

    Qual è il trucco principale per ottenere polpette di melanzane morbide e ben cotte?

    Il trucco principale consiste nell’uso del pane raffermo ammollato nel latte e ben strizzato, che garantisce un cuore tenero e che si scioglie in bocca.

    Come scegliere le melanzane più adatte per questa ricetta?

    Le melanzane ideali sono le varietà viola tonda come la Tonda di Firenze, che sono più dolci, con meno semi e buccia lucida, soda e compatta, preferibilmente di dimensioni medie per evitare fibrosità.

    Come si elimina l’amaro dalle melanzane?

    Le varietà moderne sono meno amare, ma il passaggio essenziale è il salare le melanzane a cubetti, lasciarle sotto sale con un peso per almeno 30-40 minuti, sciacquarle e strizzarle energicamente per eliminare l’acqua in eccesso.

    Qual è la temperatura ideale dell’olio per friggere le polpette?

    La temperatura ottimale è tra i 175°C e i 180°C, verificabile tramite un termometro da cucina o facendo il test dello stecchino: bollicine piccole e frequenti indicano che l’olio è pronto.

    Posso cuocere le polpette di melanzane al forno invece di friggerle?

    Sì, si può cuocere al forno: disposte su una teglia coperta di carta forno, irrorate con olio d’oliva e cotte a 200°C per circa 20-25 minuti, girandole a metà cottura, ottenendo una versione più leggera ma ugualmente gustosa.

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    Jurica Šinko
    Sono un appassionato ricercatore della gastronomia e delle tradizioni culinarie italiane. Attraverso le mie ricette e i miei consigli, il mio obiettivo è condividere i segreti dei sapori perfetti, garantendo che ogni piatto che preparate sia un successo.
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